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“Grazie, Alpini!” Grazie??

9 maggio 2011

Dopo 3 giorni di Adunata Nazionale degli Alpini a Torino, voglio condividere alcune riflessioni.

Premetto che in questo post cercherò di contenere le mie idee antimilitariste, non parlerò di tagli ai bilanci militari, di banche armate, di disarmo, di pacifismo e non violenza. Partiamo dal presupposto che lo Stato italiano ha bisogno di un esercito per la difesa (Art. 11 e e Art. 52 della Costituzione italiana). Su questa affermazione potremmo discutere a lungo, ma per ora mi interessa focalizzarmi altrove.

Sorvoliamo sul blocco delle strade per la parata: non è coerente da parte mia lamentarmi degli alpini e accettare serenamente la viabilità modificata per il Giro d’Italia.

Cerchiamo di non pensare troppo ai cori che ho sentito molto spesso nelle vie torinesi (“Bevo, bevo, …”, “L’acqua fa male, …”), che fanno riflettere sui motivi che spingono a partecipare ad un raduno (semplice cameratismo, o alcolismo represso?).

 Quello che mi colpisce profondamente è il diffuso militarismo che si respirava insieme allo smog torinese.

  • Una folla di persone che applaude per ore signori di varie età (mediamente avanzata) che sfilano (una parata interminabile) con il cappello da alpino.
  • Bambini che sono incitati dalle mamme a salutare e gridare: “Viva gli alpini!”.
  • Urla e incitamenti vari: “Grazie, alpini!”. (Grazie?? Ma di cosa?)
  • Un carro armato in piazza Castello (!) con due militari in divisa per fare le foto con i bambini che lo desiderano (!!).

Calma, ragioniamo.

Cosa hanno fatto di particolare queste persone? La maggior parte di loro ha prestato servizio militare in anni in cui non eravamo in guerra, i confini erano tranquilli e c’era la leva obbligatoria (considerata l’età, la percentuale di coloro che hanno fatto la guerra dev’essere realmente minima).

Perché tutta questa riconoscenza?

Un’altra considerazione. Va bene, l’esercito serve per la difesa. In ogni caso, il ruolo del soldato è quello di uccidere (prima che altre persone addestrate a uccidere facciano lo stesso con lui). Sarà anche necessario… ma dobbiamo andarne così fieri? Perché tutto questo orgoglio, a livello ufficiale e popolare?

Quali generazioni future (e presenti) prepariamo portando i carri armati in piazza per i bambini?? Quali valori trasmettiamo con una parata militare? “Uccidere è bello”? “Vieni a sparare con noi”?

Mi viene detto: “Loro hanno servito la patria, e noi gli tributiamo il nostro ringraziamento”.

Se questa è la motivazione, allora esigo che ci sia l’adunata nazionale, la sfilata e gli applausi della gente anche per:

  • i volontari del Servizio Civile Nazionale;
  • i Vigili del Fuoco;
  • la Guardia di Finanza;
  • i volontari della Protezione Civile;
  • i medici e lo staff medico della nostra sanità pubblica;
  • gli assistenti sociali;
  • gli insegnanti;
  • le persone che fanno volontariato.

Insomma: tutti coloro che servono la patria senza dover imbracciare un’arma, e che oltre a servire la patria, servono anche la causa della pace.

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10 commenti leave one →
  1. Nicolò permalink
    9 maggio 2011 17:33

    I soldati italiani tra i quali anche gli alpini rischiano la vita in Afghanistan ogni giorno!!! Io credo che preferiscano stare qui con le loro famiglie invece di andare a rischiare la vita laggiù!!! E poi il ruolo del soldato è di difendere il proprio paese e la propria gente a qualsiasi costo e se per difendere deve uccidere il proprio nemico secondo me è giusto. Posso darti ragione che una guerra può essere ingiusta, ma lottare per proteggere la propria casa e la propria famiglia secondo me lo è!!!! Quindi non paragoniamo gli alpini ai vigili del fuoco e a tutti gli altri citati… con tutto il rispetto per questi ultimi ma stiamo parlando di gente che ha rischiato e rischia la vita per noi!! Purtroppo viviamo in un mondo dove ci sono tantissimi conflitti… abbiamo bisogno di un esercito!!!! Credo che un grazie sia d’obbligo… è comunque anche un motivo di interesse storico, farci raccontare le esperienze in prima persone da chi ha vissuto la guerra e chi oggi anche la vive in prima persona e credo che questa festa ci unisca anche come italiani, ricordandoci che ognuno ha le proprie tradizioni ma alla fine siamo sempre fratelli italiani!!!!

    • 9 maggio 2011 22:17

      Ciao, ti rispondo per punti.
      1. “gli alpini rischiano la vita in Afghanistan”.
      a) E’ vero, ma non dimentichiamo che sono soldati volontari. Forse molti lo sono perchè non c’è lavoro, ma resta il fatto che sono volontari in un lavoro che PREVEDE il rischio di morire: è un rischio congenito nel lavoro del soldato. Personalmente trovo molto più scandalosa la morte di un operaio in un cantiere, che non di un militare in guerra: il militare quando parte in missione sa che potrebbe morire, è un rischio di cui è cosciente e consapevole; per l’operaio non dovrebbe essere lo stesso.
      b) Non ho dubbi che un militare in missione preferisca rimanere in Italia a festeggiare, e sono totalmente dalla sua parte. Non so se hai notato, però, nella sfilata di domenica la maggior parte erano persone che hanno fatto il servizio militare negli Alpini quando erano di leva, senza andare in missione, senza essere stati in guerra. Questo è uno dei motivi per cui mi chiedo: perchè urlare “Grazie Alpini”?
      2. “il ruolo del soldato è di difendere il proprio paese”.
      Sono d’accordo. Ma in Afghanistan stiamo difendendo il nostro paese o esportando democrazia? Non mi ricordo più.
      3. “non paragoniamo gli alpini ai vigili del fuoco e a tutti gli altri citati”. Perchè no?
      In questo post non volevo sostenere l’inutilità dell’esercito. Però mi chiedo (e non trovo risposta) sul perchè tanta acclamazione per gli alpini e non per altre persone – ad esempio i pompieri. Forse che i vigili del fuoco non difendono casa nostra e le nostre famiglie? Non sono anche loro “gente che ha rischiato e rischia la vita per noi”? Non si meritano anche loro la sfilata e gli applausi?
      4. Sulle tue ultime affermazioni, non condivido le tue opinioni, ma le comprendo e le rispetto. Personalmente credo che raccontare la guerra dovrebbe servire solo per non farla più. E benchè sia lieto che l’esercito possa contribuire al senso di unità nazionale, voglio sperare che troveremo altri simboli che ci uniscano – e ci ricordino che siamo fratelli italiani – oltre (e in alternativa) alle armi.

  2. 9 maggio 2011 21:07

    Mattia scrive: “bengi…ti rispondo qua così tutto possono leggere…ti rendi conto della grande stupidata che hai scritto?? o meglio delle grandi stupidate che hai scritto?? e rispondo per essere educato e non coprirti di insulti a una tua sola domanda…quali valori trasmettono?? vuoi proprio saperlo…trasmettono quei valori che tu non hai mi sa…trasmettono i valori che ti legano alla tua PATRIA…li sono tutti uguali…terroni e polentoni…si è alpini e punto…e si è ITALIANI prima di tutto!!!!!!!! cosa che tu forse non sei visto quello che hai osato scrivere…e non si può neanche paragonare un alpino a un insegnante…da cosa ti difende questo?? dai libri per caso?? caspita che paura…crescete un po voi pacifisti e antimilitaristi convinti…e vivete in un mondo reale e non di utopie!!!! se tu sei qui è anche grazie agli alpini…e al loro sacrificio…quindi vedi di dimostrare un po di amor di patria e onorarli per quello che hanno fatto…e informati prima di scrivere cose a vanvera…”

    • 9 maggio 2011 23:31

      1. “ti rendi conto della grande stupidata che hai scritto?”
      Sinceramente non mi rendo conto, ho esposto dei pacati ragionamenti, della argomentazioni motivate e spiegate. Forse sono ragionamenti viziati da miei pregiudizi o da altro. Parliamone, sono aperto alla discussione.
      2. Apprezzo il fatto che tu esprima l’intenzione di non coprirmi di insulti. Apprezzo anche il risultato di questa intenzione, indubbiamente ti sei sforzato moltissimo.
      3. I “valori”.
      a) Se ne ho ancora la facoltà, mi piacerebbe poter essere io a stabilire quali valori ho, senza che mi venga comunicato da altri.
      b) “La patria”. Ritengo che si possa essere felici di essere italiani, senza dover necessariamente essere fieri dell’esercito italiano (anzi, essendo antimilitarista). Se per essere patriottico devo essere militarista, allora sono cittadino del mondo. Pensavo che secoli di cultura fossero un motivo sufficiente per essere fieri della nostra nazionalità.
      c) “Si è italiani prima di tutto”. Benissimo. Ma abbiamo bisogno di un esercito per ricordarcelo? E’ grave. Forse un insegnante può difenderci da questo.
      d) “li sono tutti uguali…terroni e polentoni”. Queste categorie non mi appartengono, le hai tirate in ballo tu.
      e) “cosa che tu forse non sei visto quello che hai osato scrivere”. Non pensavo di essere stato così blasfemo. In ogni caso ti sarei grato se evitassi di decidere per la mia nazionalità.
      f) “non si può neanche paragonare un alpino a un insegnante”. Perchè?
      – Un insegnante ci difende dall’ignoranza, che è la madre di tutti i mali.
      – Dobbiamo ragionare solo in termini di “difesa da”, o possiamo anche pensare a quello che si costruisce?
      – Ho citato anche la Guardia di Finanza. Perchè non facciamo sfilare quelli che controllano gli evasori fiscali? Loro difendono il bilancio statale.
      4. “crescete un po voi pacifisti e antimilitaristi convinti”, disse colui che si pose in un clima di maturo e sereno dialogo.
      5. “se tu sei qui è anche grazie agli alpini”, “informati prima di scrivere cose a vanvera”. Prego, sono a tua disposizione.
      6. Rimane un punto cruciale. La maggioranza delle persone che hanno sfilato hanno il merito di aver fatto il servizio militare quando erano di leva. E basta. Che hanno in più rispetto a chi ha fatto il servizio civile, ad esempio, o ai volontari della protezione civile, o ai vigili del fuoco?

    • Marilù permalink
      10 maggio 2011 22:02

      Pat Patfoort, antropologa belga, teorica della nonviolenza, mediatrice di macro-conflitti a livello mondiale, sostiene che l’Escalation della violenza è fatta di tre fasi:

      1. Fare emergere gli aspetti positivi del proprio punto di vista quindi il mio punto di vista è migliore del tuo: uso di argomentazioni POSITIVE

      2. Fare emergere gli aspetti negativi del punto di vista dell’altro quindi il tuo punto di vista non ha senso, è debole: uso di aromentazioni NEGATIVE

      3. Attaccare l’altro a livello personale: tu hai idee che non condivido quindi sei un cretino, non hai valore, ecc.: uso di argomentazioni DISTRUTTIVE

      Mi ha colpito la veemenza (violenza?) del primo intervento di Mattia e mi è sembrato piuttosto un attacco alla persona che non una discussione sui contenuti, sui quali uno può dissentire come e quando vuole.

      La bella notizia è che esiste un modo diverso di comunicare rispettoso della persona e delle differenze di opinioni, che rendono bello e colorato questo nostro mondo!

      Per chi fosse interessato: http://www.patpatfoort.be

      Consiglio in particolare il suo ultimo libro dal titolo: DIFENDERSI SENZA AGGREDIRE – La potenza della nonviolenza

      Mi sembra calzi proprio a pennello!

  3. mattia permalink
    10 maggio 2011 07:58

    gli alpini non si possono paragonare a nient’altro…neanche alla guardia di finanza…gli alpini sono un corpo di difesa contro un invasore…non contro un evasore fiscale…servono per difenderci da altri non da noi stessi…ed è questo che li rende grandi…ma tu potresti dirmi…allora gli altri reparti dell’esercito sono inferiori?? sono più stupidi?? beh…non è esattamente così…a parte che gli altri reparti hanno anche i loro raduni nazionali come gli alpini…però questi sono entrati nell’immaginario collettivo come i grandi difensori della patria…con le loro fatiche…il loro attaccamento alla patria e alla famiglia…anche se militari trasmettono un enormità di valori che la gente dovrebbe sforzarsi di vedere oltre il fucile che portano…fratellanza e spirito di corpo…unità…solidarietà…e anche amore…tutto questo anche se hanno un fucile…quindi vanno rispettati e amati…e non sono neanche la stessa cosa di un insegnante…sono due mondi e due sfere di influenza diversi…con conpetenze diverse…ed è per questo che non possono e non devono essere paragonati…
    per quanto riguarda il servizio di leva obbligatorio e i meriti che hanno questi…non hanno niente in meno degli altri…perchè non stavano con le mani in mano tutto il giorno…anche questi hanno contribuito alla grandezza del corpo…ovvio…non avranno avuto glorie e onori come gli alpini di russia…ma ciò non toglie che siano più inutili e non siano degni di essere chiamati alpini…loro sono alpini come gli altri xk non è una guerra che forgia l’alpino…ma è il cameratismo e lo spirito di corpo che forgia i valori di cui va fiero…e al massimo la guerra li può solo esaltare ma non creare…forse a noi farebbe bene un po di servizio di leva…ci si sentirebbe più attaccati al suolo patrio anche solo perchè si è faticato in suo nome…e poi molte persone non sarebbero come sono se ci fosse stato il servizio di leva…io per primo…

    • 18 maggio 2011 15:12

      Il cuore del mio pensiero è: perchè quando si parla di essere patriottici e di servire la patria, si fa riferimento sempre alla vita militare e alla difesa da un’aggressione militare esterna?

      Non può esistere un patriottismo civile?
      O un patriottismo antimilitarista?

      Perché dobbiamo associare il patriottismo ai militari? E non, ad esempio, alla nostra cultura?
      Il patriottismo non è essere fieri di essere Italiani?

  4. 22 giugno 2011 08:50

    Dai ecco un commento a favore!!! Anche perche’ ho scritto un pezzo simile sulla sfilata del 2 giugno. Questo esaltare i valori dei militari e’, scondo me, soprattutto anacronistico. L’esercito serve per la difesa, e sono pure d’accordo anche se potremmo fare dei distinguo ad es. sulle missioni di ‘pace’, ma esaltare la figura del guerriero come a Sparta mi pare davvero troppo. Dovrebbe essere chiaro che se difendersi e’ un’esigenza e’ comunque una cosa negativa uccidere altre persone. Ormai le decisioni importanti si prendono nei palazzi non sui campi di battaglia. Per difendere la patria non serve sparare. Gli aplini possiamo ringraziarli perche’ si sono prodigati nei vari disastri naturali che hanno colpito il nostro paese, ma allora non sarebbe meglio una riconversione in corpo civile?

  5. Alp.Emanuele Fessia permalink
    19 settembre 2011 22:20

    Buonasera a tutti, io sono un giovane Alpino di 33 anni,mi chiamo Emanuele Fessia,volevo solo, se mi permettete, cortesemente, rispondere al dilemma che si sta perpetrando da ore in questo blog.Inanzitutto vorrei solo “puntualizzare” …..descrivendole.. alcune cose che mi sono saltate all’occhio……
    Si parla molto vedo, di identità nazionale,patriottismo, valori militari e amor di patria.
    Bene, benissimo,….sintetizzando il discorso, per non essere retorico a quanto appena scritto,posso solo rammentare, a chi vuole seguirmi, che noi Alpini,dal 1872 anno della nostra fondazione, siamo Nati come truppe di Difesa della montagna grazie ai vari studi che compirono due eccellenti personaggi dell’allora Regio Esercito Italiano:…… li conoscete percaso? Non penso…..comunque, partiamo dall’inizio,non mi sembra male, tanto per avere una vaga conoscenza del nostro Corpo.
    Furono appunto due ufficiali a istituire il Corpo degli Alpini:
    il Generale Agostino Ricci nato il 24/01/1982 a Savona e il Generale,poi senatore,
    Giovanni Perrucchetti.
    Questi due Generali furono i primi a ipotizzare che la guerra, che fino allora si era combattuta con antichi schemi e tattiche quasi settecentesche, stava per evolversi in breve periodo, ad insaputa sia di diversi..Stati Maggiori militari che per ignoranza, li ignoravano.
    Infatti,ipotizzarono un possibile attacco nemico dalle barriere naturali; le nostre montagne.
    Poco dopo la fondazione del Corpo d’armata Alpino infatti, scoppiò il primo conflitto bellico….con le conseguenze tragiche che noi tutti conosciamo, combattuto come avevano predetto questi due ufficiali per la maggior parte in zona montana.(monte Ortigara le Tofane,il monte Pasubio….ecc……)
    Si pensi che solo sul monte Ortigara ci furono ben 24.000 perdite solamente da parte Italiana. Quindi,solo per rispetto a questi nostri caduti, andrebbe penso, perlomeno “scremata” quella domanda che il nostro giovane nonviolento si pone con tanto ardore “Alpini grazie,ma di cosa?” Ricordo a tutti, che questo conflitto immane, portò alla completa decimazione di intiere famiglie venete e friulane e si perpetrò per diversi anni….. fino a che ne, non contenti i conflitti bellici susseguirono come la seconda guerra mondiale, ed anche lì i nostri reparti furono presenti ed ebbero migliaia di morti sul fiume Don in Russia e nella Campagna d’Africa ed Albania.
    Oggi Noi Alpini in armi ed in congedo siamo chiamati ad assolvere tematiche e situazioni molto complesse anche a livello militare come l’Afghanistan. L
    a volete sapere una cosa? Ame , personalmente , in Afghanistan è morto un carissimo amico,quasi un fratello, il Caporal Maggiore Matteo Miotto, di soli 24 anni, lui all’ninzio della missione aveva detto che non andava per soldi o per orgoglio, ma andava solamente perchè anche lì Noi Alpini saremmo stati utili a portare cibo ai bambini Afghani.Io Matteo, il mio Matteo,il mio amico l’ho rivisto in una bara da morto a Roma ….. avete ancora domande?

  6. 19 settembre 2011 22:34

    Agostino ricci scusate la data di nascita che ho scritto digitando male … 1892

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